La Fondazione Italia Cina ha presentato a Palazzo Clerici, il programma dell’anno di studi 2017/18 della sua Scuola di Formazione Permanente i cui nuovi corsi partiranno lunedì 16 ottobre.

L’evento di apertura della giornata è stato dedicato a un focus sul turismo cinese a Milano e in Italia, e all’importanza della formazione in questo settore.

“Saper interagire con il mondo cinese è sempre stato un bisogno molto sentito nel settore del turismo – ha dichiarato in apertura dei lavori Cesare Romiti, presidente della Fondazione Italia Cina –. Oggi lo è ancora, ma in modo diverso, perché quelli che accogliamo nel nostro Paese sono turisti cinesi più benestanti, preparati e tecnologici. Per questo motivo la Fondazione e la sua Scuola sono sempre più impegnate a formare imprese, strutture e realtà del settore per essere pronte a questa nuova sfida”.

I numeri del turismo cinese in Italia – Secondo i dati CeSIF (Centro Studi per l’Impresa Fondazione Italia Cina), nel 2016 partono da 135,13 milioni di cinesi che hanno effettuato viaggi all’estero (+5,68% rispetto al 2015). Di questi i turisti sono stati 122 milioni (+4,27%): 3,79 milioni il numero dei visitatori cinesi nel nostro Paese, secondo dati Confturismo-Istat.

Per il 2017 si registrerà un ulteriore incremento dei turisti cinesi nel mondo, grazie alle prospettive di crescita della classe media. L’Italia figura al primo posto fra le destinazioni europee in termini di spesa e Milano, come prevedibile, è la principale città dello shopping in Italia, rappresentando il 37% della spesa cinese in Italia, un livello mai raggiunto prima e addirittura superato nel primo trimestre 2017 (39%). Seguono a distanza Roma (17%), Firenze (9%) e Venezia (7%).

“Il 2018 sarà l’anno del turismo Europa-Cina e il nostro Paese deve sapersi presentare pronto alle sfide di un nuovo turismo sempre più maturo, indipendente, tecnologico e high-end – ha sottolineato Francesco Boggio Ferraris, Direttore della Scuola di Formazione Permanente –. Nuovi media, destinazioni inedite e nuove passioni, come quella per la neve che anticipa le tendenze delle Olimpiadi invernali di Beijing 2022, devono saper essere colte dalla nostra filiera. La Scuola si inserisce in alcune delle più interessanti sfide del settore, supportando con i suoi progetti di sviluppo formativo il Programma QSC (Quality Service Certification), certificazione di qualità degli operatori italiani secondo gli standard di Pechino”.

“Con l’avanzare della globalizzazione, la necessità di essere internazionali si pone sempre più sia per le persone che viaggiano o vanno a lavorare all’estero sia per le aziende, che si trovano a gestire la crescente diversità delle proprie risorse umane. Diversità che porta con sé complessità ma anche un grande valore aggiunto – ha detto Diana Bracco, presidente Bracco Spa e Vice Presidente Vicario Fondazione Italia Cina, chiudendo i lavori –. Questa Scuola di Formazione è dunque un avamposto sul futuro: un futuro in cui gli interscambi, commerciali, imprenditoriali ma anche linguistici e culturali con la Cina saranno sempre più frequenti ed essenziali. Un futuro in gran parte già presente”.

 

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