Federalberghi: “confermare al Senato le norme sulla parity rate”

Federalberghi: “confermare al Senato le norme sulla parity rate”

Bernabo Bocca
Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi

Confermare al Senato il testo approvato dalla Camera sul Disegno di legge concorrenza e in particolare il testo dell’articolo 50, che dichiara nullo ogni patto sottoscritto dagli albergatori che impedisca loro di praticare sul proprio sito prezzi migliorativi rispetto a quelli presenti delle piattaforme web. Lo chiede in una nota Federalberghi – come ripreso da Askanews – spiegando che si tratta di una norma “che pone finalmente un freno alle clausole contrattuali che vengono imposte dai grandi portali di prenotazione alberghiera per impedire agli hotel di pubblicare sul proprio sito internet un prezzo più basso di quello pubblicato sugli stessi portali (cosiddette clausole di parity rate o best price). Per tal via – sostiene la federazione presieduta da Bernabò Bocca -, si tutelano i consumatori (ai quali viene offerta la possibilità di accedere a tariffe più basse), le imprese (che vengono poste in condizione di sviluppare liberamente le proprie politiche commerciali) e l’erario (che viene a beneficiare di un maggior gettito, altrimenti destinato ad altri stati o paradisi fiscali)”. Inoltre, prosegue l’associazione degli albergatori italiani, “l’articolo 50 restituisce competitività al sistema turistico italiano, allineandolo a quanto è stato già fatto in altri paesi”, come Francia e Germania. Se l’articolo 50 non venisse approvato – la X Commissione del Senato voterà domani – si determinerebbe uno squilibrio competitivo tra sistemi, a tutto vantaggio di due Paesi (la Francia e la Germania) che sono tra i principali concorrenti dell’Italia.

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