Italiani e caffè: il viaggio… in una tazzina

Italiani e caffè: il viaggio… in una tazzina

Che il caffè sia una delle passioni degli italiani non è certo un segreto. Pochi nostri connazionali sanno rinunciare alla classica tazzina bevuta al bar. Ma come cambiano le abitudini dei viaggiatori tricolore quando per lavoro o per piacere si trovano lontano da casa? Il motore di ricerca viaggi Kayak.it ha condotto una ricerca tra gli italiani per scovare le preferenze e le curiose differenze che caratterizzano gli amanti dell’oro nero.

Più di due tazzine al giorno per quasi il 50% degli italiani

La ricerca rivela che nella routine il 49% degli italiani beve più di due tazzine di caffè al giorno, contro meno del 3% che ammette di non berlo mai. Un’altra grande fetta di italiani (30%) si concede, invece, solo due caffè su base giornaliera. Tra chi cede una volta al giorno a questo sfizio, la colazione rappresenta il momento preferito (9%), mentre solo il 4% degli italiani sceglie la fine del pranzo per godersi la bevanda. Guardando alle differenze regionali, emerge chiaramente che i viaggiatori provenienti dal Sud Italia bevono più caffè: il 52% supera le due tazzine giornaliere.

Bere caffè in viaggio: cresce il consumo se si va in Italia, diminuisce all’estero

Viaggiare nel Bel Paese sembra essere un fattore che influenza molto le abitudini di consumo di caffè. La media degli italiani che rinunciano completamente alla bevanda cala di quasi un punto percentuale (-0,8%) rispetto alla normalità della vita quotidiana, fanno eccezione gli abitanti del Nord Est (+0,4%). A sorpresa, il numero di chi si concede una sola tazzina lontano da casa cresce più del doppio: quasi un terzo degli italiani (30,8%) non ci rinuncia, in particolare le donne (31,8%). Cresce anche il numero di chi raggiunge le due tazzine (+2,6% di quando si è a casa), anche se si tende a non esagerare: scende infatti del 15,6% la percentuale di italiani che si concede l’oro nero più di due volte al giorno.

Perché cambiano le abitudini?

Gli elementi che spingono maggiormente i viaggiatori italiani a ridurre il consumo di caffè lontano da casa sono il gusto e la qualità: il 55% sostiene, infatti, di faticare spesso a trovare il caffè di proprio gusto, mentre il 54% afferma più patriotticamente che soprattutto all’estero il caffè non è buono come nel Bel Paese, arrivando in qualche caso a paragonarlo ad “acqua sporca dell’oceano”. Diversamente, un maggior consumo di caffè durante i viaggi è riconducibile a un cambiamento dello stile di vita, spesso agli antipodi: il 45% degli italiani sostiene di aver più tempo a disposizione lontano da casa e di berne in maggiore quantità per rilassarsi e fare una pausa (percentuale che sale al 49% per le donne e addirittura al 53% per i viaggiatori provenienti dal Nord Ovest); diversamente, il 41% sostiene di essere molto più attivo durante i viaggi e di bere quindi più caffè per trovare maggiori energie (vero in particolare per il 42% degli uomini e per il 55% dei turisti del centro Italia).

La mappa del caffè in Italia e all’estero: Centro-Sud e Spagna al top!

A furor di popolo la Campania si aggiudica il gradino più alto del podio delle regioni d’Italia dove trovare il miglior caffè: il 59% degli italiani non ha dubbi. Seguono – anche se a un’incolmabile distanza – la Sicilia il Lazio (entrambe al 14%). Le regioni che invece chiudono la classifica sono Abruzzo e Basilicata (pari al 3%), Umbria e Val D’Aosta (2%). Più ardua la lotta per incoronare le zone dal miglior caffè nel mondo. Domina la Spagna con il 36% delle preferenze, seguita da Francia (23%) e America Latina (22%). Il fattore prezzo non sembra essere una criticità per i viaggiatori italiani. In tutta Italia il prezzo di un espresso è considerato ragionevole da oltre un terzo degli intervistati (36%), sebbene sia quasi altrettanto forte (31%) la percezione che ci sia troppo squilibrio di prezzo tra una regione e l’altra. Rispetto al caffè espresso disponibile all’estero ancora una volta gli italiani si dimostrano particolarmente campanilisti: a loro avviso (20%) in Italia è più economico e buono.

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