L’Autorità Garante per la Concorrenza e per il Mercato (Agcm) ha dato ragione a Ryanair e Wizz Air e multato Fly Go di 500mila euro per aver utilizzato il marchio delle due compagnie aeree per ingannare i consumatori attraverso la pubblicità su Google.

Del caso avevamo parlato a maggio scorso: Ryanair aveva deciso di procedere contro delle pratiche pubblicitarie che ritiene illegittime e chiamate in gergo “brand bidding“, vale a dire la possibilità di far apparire degli annunci sponsorizzati alle persone che ricercano il nome di un concorrente.

Una pratica che è permessa da Google, pur con alcune limitazioni: nella pubblicità non può apparire il nome del concorrente se non si ha l’autorizzazione a farlo. Un divieto che era stato aggirato da Fly Go,  un sito web che scandaglia le offerte e permette di prenotarle attraverso la sua interfaccia ricavandone una commissione aggiuntiva, inserendo il brand della compagnia aerea nell’indirizzo web della promozione.

Questo è permesso dai regolamenti di Google ma è stato contestato da Ryanair e, successivamente, da Wizz Air, vittima della stessa problematica.

Il Garante ha dato ragione alle due compagnie aeree e condannato Fly Go per tre imputazioni, in una sentenza che costituirà sicuramente un precedente per altre vertenze simili:

  1. Pubblicità ingannevole: multa di 230mila euro per l’utilizzo ingannevole “delle denominazioni “Ryanair” e “Wizz Air” all’interno degl iannunci pubblicitari diffusi sul motore di ricerca Google tramite il servizio AdWords e nella configurazione grafica, confusoria, dei siti internet collegati a tali annunci”. Utilizzando siti come  www.online-wizzair.com e www.online-ryanair.com negli annunci Adwords portava l’utente a cliccare pensando di finire sul sito della compagnia, finendo invece in una homepage graficamente simile all’originale.
  2. Costi di gestione nascosti: sanzione di 175mila euro per il ricorso a modalità ingannevoli di presentazione del prezzo dei servizi turistici, “caratterizzate dallo scorporo della voce di costo relativa alla quota di gestione dal prezzo inizialmente prospettato”.
  3. Assistenza a pagamento: 95mila euro di multa per  “l‘omessa predisposizione di un sistema di assistenza clienti facilmente accessibile, alternativo al numero telefonico a pagamento, anche per i clienti che hanno già concluso l’acquisto telematico dei servizi offerti dal professionista sui propri siti internet”.

Per un totale di 500mila euro tondi. La multa non ha però fatto desistere Fly Go dal fare pubblicità sul brand di Ryanair: cercando la compagnia low cost su Google appare ancora la loro pubblicità. Hanno però eliminato i riferimenti al sito di Ryanair nell’indirizzo web: ora si atterra su un più neutro www.prenota-voli.com

 

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