Liberalizzazione Ue del mercato ferroviario: il futuro sarà dei treni low cost

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Liberalizzazione Ue del mercato ferroviario: il futuro sarà dei treni low cost

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treni low cost
Secondo le nuove regole, per le compagnie ferroviarie sarà possibile offrire i propri servizi ai passeggeri di tutti i mercati interni alla Ue. Per questo potrebbe, anche per i treni, iniziare l'era del low cost

Con la liberalizzazione del mercato ferroviario europeo, il futuro del trasporto su rotaia potrebbe vedere il debutto di treni low cost. Dal 2019 entrerà in vigore la liberalizzazione dell’Alta Velocità in tutta l’Unione e nel 2023 anche il servizio regionale. Dal 2019, insomma, ci sarà la possibilità di vedere le società di trasporti europee correre una fianco all’altra nel mercato dell’Alta Velocità, così come in Italia già avviene con Trenitalia e Ntv. Ma questo, si chiede la Repubblica, comporterà davvero una riduzione del prezzo dei biglietti, così come è successo nel settore aereo con l’entrata di Ryanair nel mercato? Sicuramente tra le novità introdotte dal cosiddetto Quarto pacchetto ferroviario sono in arrivo nuove norme che cambieranno le abitudini dei viaggiatori, e anche il modo di fare impresa delle società dei trasporti su rotaia.

Secondo le nuove regole, per le compagnie ferroviarie (a partire dai colossi come le Ferrovie dello Stato italiane, le francesi Ratp o le tedesche Db Bahn) sarà possibile offrire i propri servizi ai passeggeri di tutti i mercati interni alla Ue. E già da ora, Ferrovie dello Stato, ad esempio, nel suo piano industriale inizia a considerare i mercati esteri uno dei pilastri dell’azione futura, con l’obiettivo di raggiungere i 4,2 miliardi di euro nel 2026.

Secondo le nuove regole del Quarto pacchetto ferroviario, le infrastrutture e le reti resteranno pubbliche, mentre i servizi potranno essere privatizzati attraverso le gare di appalto aperte a tutti gli operatori ferroviari dell’Ue. Ma non tutti credono alla nascita di una “Ryanair dei treni”. Come l’ad di Trenitalia Barbara Morgante, secondo la quale “tutto si gioca prevalentemente sul costo del 
personale”. Al momento lo scenario quindi non è definito. E non è detto che per i treni europei possa accadere quanto è accaduto nel mercato aereo.

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