Marchio di qualità per agenti di viaggio: le scaramucce legali tra Aiav e Fiavet Lazio

Circa un mese fa raccontavamo del riconoscimento da parte del Ministero dello Sviluppo Economico del Marchio di Qualità per le agenzie di viaggi italiane proposto da Aiav, l’associazione italiana agenti di viaggio.
La notizia, apparsa anche su altri giornali di settore, non è stata presa bene da Fiavet Lazio che ha pubblicato sul suo sito un parere del proprio ufficio legale secondo cui quello del Ministero non è un riconoscimento ma solo la notifica di ricezione di una comunicazione obbligatoria da parte di chi vuole promuovere un marchio di qualità. In sostanza Fiavet Lazio vuole sottolineare che il marchio di Aiav non è ‘patrocinato’ dal Ministero ma che è Aiav stessa ad assumersi la responsabilità della sua concessione.
Una precisazione che a chi conosce l’italiano potrà sembrare superflua: riconoscimento in questo caso ha infatti proprio il significato di “presa d’atto” e non certo di “elogio”.

qui_aiav_20151Tanto però è bastato a creare il caso: sul suo sito Aiav ha risposto per le rime a Fiavet Lazio contestando punto per punto il suo comunicato e sintetizzando il concetto con la favola di Esopo “La volpe e l’uva”.
In particolare Aiav da una parte rinfaccia a Fiavet di usare le proprie risorse per screditare il lavoro altrui, dall’altra spiega di aver agito secondo le normative vigenti con un lavoro che è durato mesi, affiancato dai funzionari del ministero dello sviluppo economico, per stilare un Regolamento, un Disciplinare e un Codice Etico, definire i criteri di selezione delle agenzie e il sito web dedicato www.quiaiav.eu. Insomma, orgogliosi di metterci la faccia e di essere responsabili di questo progetto.