Nucara a #BTO2015: “Non basta una legge per cambiare il mercato”

Nucara a #BTO2015: “Non basta una legge per cambiare il mercato”

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Sul palco di BTO 2015, complice la presenza di tutti gli attori del mercato, c’è stato un ampio dibattito sul ddl concorrenza e sulla norma che abolisce la parity rate. La norma che adesso è all’esame del Senato potrebbe essere approvata definitivamente a inizio 2016. “Confidiamo che il ddl concorrenza venga approvato senza ulteriori modifiche” – spiega ai nostri microfoni il direttore di Federalberghi Alessandro Nucara – “ma non basta una legge per cambiare il mercato: occorre investire in formazione e tecnologia”. Non manca una punzecchiatura alle Ota: “Il ddl concorrenza sarà uno stimolo anche per loro: i portali non sono nostri nemici, sono preziosi alleati se si comportano correttamente, quindi senza la rendita di posizione derivante dalla parity. Dopo l’approvazione della norma ci aspettiamo che investano di più in servizi, capacità di aiutare i clienti e gli albergatori. Sarà un mercato più libero in cui tutti ci guadagneremo”

Nucara è poi ritornato sull’audizione in Senato dei giorni scorsi (che potete vedere integralmente cliccando qui) per ribadire che già sulle precedenti decisioni dell’Antitrust “Il comportamento delle Online Travel Agencies lascia molto a desiderare: ogni occasione è buona per esercitare un enorme potere vessatorio nei confronti degli albergatori”. Per questo il direttore di Federalberghi lancia un messaggio a Booking ed Expedia, i principali attori di questo mercato: “Confidiamo che in futuro ci sia un po’ più di concorrenza fra di loro perché così ci saranno vantaggi per tutti”. E chiude con una frecciatina anche a Google: “Ho sentito dire che proprio qui in BTO Google ha rassicurato i propri partner: <<State tranquilli, non vi farò concorrenza>>. Questa non è una buona notizia , così come non lo è quella dell’accordo tra Tripadvisor e Priceline, e nemmeno l’uscita dal mercato di Amazon Destinations. Finché il mercato sarà dominato da pochi grandi operatori le piccole e media imprese continueranno a soffrire”.