È stata presentata oggi, alla Borsa internazionale del turismo (Bit) di Milano, la seconda edizione del Nova, il Nuovo Osservatorio sui Viaggi d’Affari. Il rapporto contiene la sintesi dei risultati per l’anno 2017, la previsione per il 2018 e il confronto con il 2016. I ricercatori hanno inoltre approfondito il tema dell’attitudine dei travel manager verso le nuove tecnologie e l’impatto che queste hanno sulla produttività degli uffici viaggio.

La ricerca, redatta dal professor Andrea Guizzardi, ha il supporto scientifico e tecnico del Centro di Studi Avanzati sul Turismo dell’Università di Bologna ed è promossa da AirPlus International, HRS, Lufthansa Group e Zucchetti. È pubblicata dalla casa editrice Newsteca.

«In un anno positivo per l’economia globale e il commercio – spiega  Guizzardi – il numero di viaggi realizzati delle imprese italiane è tornato sui massimi del 2007. La crescita (+3,5%), supportata da una grande vivacità del terziario, è trainata dall’ottima performance del mercato nazionale (+3,9%) mentre la minore espansione del segmento internazionale (+2,9%), che vede Brasile, Canada, Cina, Giappone e Germania quali destinazioni preferite, è comunque nel segno del trend positivo che ha visto crescere questo mercato del 15% nell’ultimo decennio».

«La forte crescita dell’escursionismo d’affari (+4,0%) riduce la durata media dei viaggi nazionali ed europei. Vediamo l’effetto dalla crescita delle opportunità di trasporto e dalla convinzione – non sempre suffragata dai fatti – di potere ottenere sia risparmi economici sia guadagni di produttività organizzando le trasferte in giornata», spiega il professore dell’ateneo felsineo.

Per quanto riguarda il mezzo di trasporto, si è giunti a un nuovo equilibrio post-alta velocità, con le quote di mercato di treno e aereo che crescono in modo equivalente. L’automobile, quando possibile, si conferma preferita dai business traveller; si ferma il downsizing delle flotte e si affacciano modalità di gestione condivisa.

Secondo il Nova, il 2017 è stato un anno favorevole soprattutto ai viaggi individuali per incontrare clienti e fornitori (+5,4%), dato nuovamente pilotato dal terziario. Di particolare rilievo la crescita del segmento Mice (+2,7%), perché è la cartina al tornasole degli investimenti delle aziende italiane in innovazione e formazione.

«La spesa per viaggi d’affari – prosegue Guizzardi – sale a 19,7 miliardi di euro, in crescita del 5,1%. Il risultato è, però, inferiore alle aspettative dato il forte incremento nei prezzi dei beni e servizi collegati alle trasferte, ma quanto questa apparente “efficienza di acquisto” sia da collegarsi alla diffusione degli schemi di tariffazione dinamica, di unbundling, e, quindi, a un reporting dei costi di viaggio parziale, non è possibile stabilirlo».

Particolarmente interessante, in questa seconda edizione del Nova, la finestra aperta sulle nuove tecnologie, che suscitano grande interesse nei travel manager. La loro diffusione, però, è limitata dal poco sostegno in azienda, dove gli stessi manager sono scarsamente coinvolti nelle eventuali implementazioni.

Le nuove tecnologie sono apprezzate soprattutto per i benefici che portano alla gestione quotidiana delle trasferte, specie nelle fasi pre e post trip. La produttività dell’ufficio viaggi è condizionata direttamente dal sostegno dell’azienda al loro impiego nell’attività di routine e a una travel policy che ne incentivi l’utilizzo, evidenziando così un collegamento tra riduzione dei costi indiretti e dei costi diretti.

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