Da settembre scattano le sanzioni per chi non si adegua all’obbligatorietà del POS nei negozi fisici, una misura in vigore già dal 2015 ma che in assenza di una pena pecuniaria era rimasta sostanzialmente inapplicata. E’ un tema che tocca molto da vicino gli esercizi turistici, dagli hotel ai ristoranti, fino alle agenzie viaggi. Tutti gli esercenti coinvolti ora si chiedono quanto incidono e come sono cambiati – in questi due anni di tolleranza – i costi a carico dei negozianti per garantire il servizio di pagamento elettronico.

Partiamo dalle notizie negative: secondo l’ultimo osservatorio di SosTariffe.it le commissioni sono aumentate di oltre il 19% dal 2015 e i costi totali possono toccare fino ai 6.300 euro annui (oltre il 40% in più rispetto al 2015). Le associazioni di consumatori denunciano la coincidenza degli aumenti con l’applicazione delle sanzioni che, ricordiamo è di 30 euro per ogni transazione rifiutata. Scende invece a 5 euro la soglia sopra la quale è obbligatorio accettare il pagamento elettronico.

Tra costi fissi, canoni mensili e una tantum per i terminali, commissioni per carte di credito e bancomat, il mobile payment diventa una vera e propria giungla che può spesso scoraggiare chi vorrebbe fornire un servizio completo al cliente. Tutto questo contribuisce a non avere l’immediata percezione di quanto effettivamente costi il POS per un esercizio: permettere il pagamento elettronico ai propri clienti può diventare una spesa molto importante da non trascurare, soprattutto il primo anno di attività.

SosTariffe.it ha cercato di capirlo individuando tutti i costi medi sostenuti per offrire il pagamento elettronico ai propri clienti e calcolando quanto incidono in media sul ricavato annuo per tre differenti e diffuse attività economiche.

Una prima importante differenziazione è nella scelta della tipologia di POS: quello fisso (collegato ad una linea fissa ADSL) o quello mobile (gestibile tramite smartphone).

Il primo costo analizzato è la spesa una tantum per acquistare il terminale. Secondo lo studio, mediamente per un POS mobile si spendono quasi 61,7 euro, mentre per uno tradizionale circa 77 euro. Rispetto al 2017, in media, per acquistare il dispositivo POS si spende il 13,7% in meno rispetto al 2015, ma si tratta, come vedremo, dell’unico ribasso rilevato in questo studio.

A questo costo va aggiunto il canone mensile per il servizio. In media questo costo si aggira intorno ai 24,1 euro per il POS su linea fissa e 13,7 euro per quello mobile. Rispetto al 2015, dunque, i canoni medi per utilizzare il POS sono aumentati del 10,7% e questo incremento riguarda soprattutto i POS mobili. Tale incremento dei costi sui dispositivi senza fili potrebbe essere stato una strategia attuata dagli istituti dopo l’entrata in vigore dell’obbligatorietà del POS nel 2015: dato il probabile incremento di attivazioni e i costi minori dei POS mobili si è scelto di controbilanciare con una minor convenienza delle condizioni economiche.

La spesa maggiore per attivare il pagamento elettronico nel proprio esercizio, tuttavia, l’esercente lo sostiene con la percentuale dovuta su ogni transazione elettronica effettuata. In questo caso i costi variano in base alla tipologia di carta scelta dall’acquirente.

Se il cliente, infatti, pagherà con carta di credito per ogni transazione il commerciante dovrà versare circa il 2,5% di quanto transato (2,44% con POS mobile e 2,72% con dispositivo fisso). Se invece la carta scelta è un bancomat l’addebito varia da 1,88% per un POS tradizionale a 1,95% con POS mobile.

Confrontando i dati tra i due anni si nota come le commissioni addebitate per ogni transazione siano aumentate del 18,5% per gli acquisti con bancomat e del 19,5% per quelli effettuati con altra carta.

Quanto costa il POS in un anno agli esercizi commerciali

Molti consumatori, particolarmente affezionati alla comodità che offrono i pagamenti elettronici, spesso se lo chiedono: come mai questo negozio non accetta il POS? La risposta è da cercare nei costi che l’esercizio commerciale sostiene per offrire questo servizio. Per capirlo SosTariffe.it ha calcolato la spesa totale effettuando tre simulazioni relative a tre tipologie di esercizi pubblici tra i più diffusi: il libero professionista, il negoziante e il ristoratore.

Come si può notare per un POS si può arrivare a spendere oltre 6.298 euro annui. Per tutte le tipologie di esercizio analizzate le carte di credito risultano mediamente le più costose, mentre accettare pagamenti con il bancomat è più conveniente fino al 29% in base all’attività e al POS scelto (convenienza che nel 2015 era del 41%).

Per quanto riguarda la variazione dei costi rispetto al 2015, oggi il POS costa dal 6,5% a oltre il 40% in piùrispetto al 2015. Gli incrementi maggiori si registrano per chi accetta pagamenti bancomat con POS fisso che vanno dal 33,5% al 40,4% in più. Gli incrementi maggiori si registrano per i negozianti che, rispetto al 2015 pagano l’installazione e il mantenimento del POS dal 12,4% al 40,4% in più.

In generale rimane ancora più conveniente installare e accettare pagamenti con il Bancomat da POS mobile (anche se la differenza con il fisso è in alcuni casi irrisoria).

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