La Ryder Cup 2022, 42a edizione delll’evento golfistico più importante al mondo, assegnato l’anno scorso a Roma, è in bilico dopo che l’8 febbraio scorso il Senato ha ritenuto inammissibile l’emendamento che prevedeva una fidejussione dello Stato di 97 milioni per garantirne l’organizzazione. L’emendamento era stato inserito nel decreto Salvabanche e per questo motivo è stato bocciato: il presidente del Senato Pietro Grasso non ha potuto che constatare l’estraneità della richiesta al contenuto del decreto.

Il finanziamento era già stato bocciato in Legge di stabilità ed è tornato a galla in quanto scadeva il 13 febbraio 2017 il termine per presentare le garanzie. La data è stata prorogata al 26 febbraio e ora gli organizzatori sperano di poter inserire la misura nel decreto Milleproroghe per poter ufficializzare l’evento.

La fidejussione a garanzia è necessaria per poter organizzare la Ryder Cup ma la polemica politica che si è sviluppata attorno a questa decisione rischia di bloccarla ancora per diverso tempo. Secondo i detrattori della fidejussione da 97 milioni questa nasconde solo uno spreco di soldi pubblici mentre i promotori ne sottolineano il beneficio che deriverebbe dall’indotto economico e dal turismo generato, oltre che dal fatto che la garanzia è necessaria ma non sarebbe utilizzata dato che i costi sarebbero effettivamente coperti dagli sponsor.

Un film che abbiamo già visto per Expo 2015.

 

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