Sciopero 23 luglio: il Tar del Lazio lo riammette, Alfano lo annulla di nuovo

E’ caos di informazioni sullo sciopero aereo del 23 luglio, prima proclamato dall’Enav e nella giornata di ieri differito dal ministro Graziano Delrio.

Due degli scioperi previsti erano stati riammessi nel pomeriggio del 22 luglio dal Tar del Lazio che aveva giudicato insufficienti i motivi del rinvio. Ma nel giro di un paio d’ore è entrato in campo il ministro dell’Interno Angelino Alfano che ha di nuovo annullato gli scioperi per motivi di “ordine pubblico”, determinati dal gran numero di persone coinvolte (oltre 350mila con 2200 voli a rischio). Il ministro ha spiegato su Facebook di aver inviato una circolare a tutti i prefetti perché adottino i provvedimenti necessari a far svolgere con regolarità il traffico aereo. “Il diritto di sciopero va garantito – ha spiegato – ma allo stesso tempo deve essere garantito il diritto di mobilità dei cittadini per evitare gravi ricadute sull’ordine e la sicurezza pubblica”

 

Nell’accogliere il ricorso presentato, spiegava nel pomeriggio l’Eco di Bergamo–  il Tar aveva scritto: “La motivazione dell’atto – da riferire necessariamente, per sostenere un’iniziativa autonoma del presidente del Consiglio dei ministri o di un ministro dallo stesso delegato ai sensi dell’art. 8 comma 1, della legge 2 giugno 1990 n. 146 a “fondato pericolo di pregiudizio grave e imminente ai diritti della persona costituzionalmente garantiti” – non appare viceversa idonea a rappresentare ragioni eccezionali, tali da consentire una limitazione del diritto di sciopero, ulteriore rispetto ai rigorosi parametri legislativi, che circoscrivono l’esercizio di tale diritto nei servizi pubblici essenziali».

Erano due su 14 le agitazioni riammesse dal Tar:  quella del personale non dirigente dell’Enav (dalle 13:00 alle 17:00) per la sigla Unica e quello di controllori, piloti, operatori di radiomisure, assistenti di volo e metreologi sempre dell’Enav (dalle 10:00 alle 18:00), ma ora l’intervento di Alfano potrebbe aver scongiurato definitivamente lo sciopero.

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