Sequestro preventivo per il Twiga di Otranto, l’accesso al mare superlusso in apertura questa estate sotto l’egida di Flavio Briatore che ha concesso l’uso del suo celebre marchio a una cordata di imprenditori salentini. Obiettivo: creare il terzo vip club dell’insegna dopo le due esperienze di successo a Montecarlo e a Marina di Pietrasanta.

Ora però la nuova iniziativa rischia di non arrivare all’appuntamento con l’estate 2017: la procura di Lecce, secondo quanto riporta Repubblica, ha infatti provveduto a sequestrare il cantiere in cui erano fervidi i lavori di preparazione: secondo l’accusa, coordinata dal pm Antonio Negro, le autorizzazioni ai lavori ricevute dal comune di Otranto sarebbero illegittime a monte perché realizzate in un’area agricola e in cui, secondo il Piano Regolatore, non sarebbe possibile costruire strutture più grandi di un chiosco.

L’inchiesta nasce dalle polemiche seguite alla campagna pubblicitaria per l’inaugurazione del Twiga che, oltre a utilizzare Briatore come testimonial, ha mostrato foto dell’avanzamento dei lavori che lasciavano intravedere qualcosa di molto più strutturato di un chiosco, comprensivo di ristorante, piscina e parcheggio.

L’ipotesi di reato dunque è quella di abusivismo edilizio, un’accusa che ora rischia seriamente di far slittare l’inaugurazione. L’unica consolazione per Briatore, che alcune settimane fa lamentava di non riuscire a trovare personale valido per la nuova apertura, è che ora avrà più tempo per i colloqui.

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